Temi

Ci chiediamo: il mondo dell’associazionismo può dunque iniziare a parlare di “governance”, volendo con questo termine sottolineare soprattutto la relazione sinergica tra partecipazione dei cittadini e esercizio del potere pubblico?

Nei fatti le Associazioni cattoliche possono contribuire a far incontrare la partecipazione e la responsabilità che muove dal basso, cioè dal singolo associato e dalla società civile, con il potere e la responsabilità esercitati dall’alto, cioè con coloro che sono stati eletti a governare a livello locale e nazionale. Per il mondo cattolico, in particolare quello giovanile, la riflessione ritorna sulla qualità dell’agire «sul cosa e verso dove» piuttosto di chiedersi il «come» stare in politica.

In altre parole la priorità della scuola di politica è quella di curare la democrazia in tutte le sue forme, una cura da nutrire con i princìpi della dottrina sociale della Chiesa e i princìpi costituzionali.

La priorità rimane la capacità di discernere nei problemi dell’agenda politica quei rimandi all’antropologia cristiana che permettano di spostare la domanda dal singolo problema — che può avere soluzioni tecniche diverse e tutte compatibili con la fede — ai processi di discernimento che portano alla luce le domande di senso sull’uomo e sul mondo, proprie di una civiltà umana. Davanti ai problemi da risolvere ci dobbiamo ri- formare per poter chiederci: «Chi è l’uomo e quale deve essere il suo destino (umano)?». Ecco da dove iniziano le risposte da dare ai temi che trattiamo come il rispetto della vita umana (come ad esempio la legge sull’omofobia), il rifiuto della guerra, la giustizia, l’uguaglianza sociale, le strutture di sussidiarietà orizzontale, le forme di conciliazioni sociali. Solamente così si potranno attraversare le nuove e urgenti frontiere della biopolitica.

Ma tutto questo non rimane sola teoria. In questi due ultimi anni, le dirigenze associative hanno approfondito il tema delle riforme costituzionali e istituzionali: dalla legge sul finanziamento pubblico dei partiti, alla riforma di una legge quadro di regolamentazione dei partiti, dalla riforma dell’attuale legge elettorale allo studio di altre riforme della costituzione. Al tema della democrazia diretta e delle forme di partecipazione dal basso è stato dedicato l’ultimo anno.

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