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L’economia sociale di mercato, di Alessando Mazzullo

Manca davvero poco al prossimo incontro. Con l’Avv. Alessandro Mazzullo affronteremo il tema del terzo settore e dell’economia sociale di mercato. In preparazione al tema alleghiamo delle slide curate dall’Avv. Mazzullo.

Brevi note per il confronto

vi aspettiamo numerosi!

ore 9:15 presso la sede de La Civiltà Cattolica, via di Porta Pinciana n.1, Roma.

 

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Orizzonte Europa. Lavoro: il futuro oggi.

 

Carissimi manca pochissimo al quarto ed ultimo incontro di Connessioni sull’Europa, sabato 20 maggio.

Approfondiremo l’evoluzione e le dinamiche del lavoro oggi, dalla formazione che viene richiesta alle nuove prospettive di sviluppo.

Grazie all’intervento dell’Avv. Ciro Cafiero, giuslavorista, avremmo modo di confrontarci su:

1) introduzione sul lavoro del ventunesimo secolo: genesi e battaglie sindacali;

2) effetto disintermediante della rivoluzione tecnologica e alterazione dei connotati della prestazione di lavoro;

3) smart – working e crowd work;

4) nuovi lavori e nuove competenze.

In allegato trovate anche un articolo dell’Avv. Cafiero che pone in luce in maniera chiara e dettagliata l’evoluzione del lavoro e come questo inciderà sulla vista dell’uomo.

Giovani, lavoro ed Europa: tra desideri e progetti innovativi

di Gioele Anni

Si può parlare di lavoro ed Europa con lo sguardo rivolto ai desideri? Sembrerebbe di no, stando alle cronache: giornali e tv presentano un mercato precario, e un continente bloccato dai vincoli economici più che proteso ai grandi ideali. Ma è una lettura troppo riduttiva del complesso rapporto tra “Giovani, lavoro ed Europa”, il tema del secondo incontro annuale della scuola di formazione politica d’ispirazione cattolica “Pensare Politicamente”. E prima di soffermarsi su lavoro ed Europa con gli interventi dei professori Leonardo Becchetti e Michele Faioli, i giovani delle presidenze nazionali hanno riflettuto proprio sul senso del desiderio con questa riflessione di padre Francesco Occhetta: «Il desiderio è un’esperienza di unificazione tra intelletto, affetto e volontà. Il desiderio accende qualcosa, genera movimento, porta scompiglio nella vita…eppure, coltivando il desiderio, si provano pace e armonia. È diverso dal bisogno, che muta nel tempo e si estingue: anzi il desiderio cresce col tempo, e non interpella una parte della persona ma la sua totalità».

Leonardo Becchetti, Michele Faioli, padre Francesco OcchettaProprio dalla positività intrinseca dei desideri si avvia la riflessione di Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all’università Tor Vergata: «Scegliere il lavoro guardando solo allo stipendio è il primo passo verso l’infelicità. Ci sono altri fattori da considerare, uno su tutti: il tuo lavoro è orientato a un fine buono? La prima regola è stare dalla parte del bene». Una riflessione ampia, quella del professor Becchetti, che identifica i mali dell’attuale sistema del lavoro in tre vizi correlati: la conversione della persona in homo oeconomicus, che ha a cuore solo la posizione nel mercato e non le relazioni; l’equazione secondo la quale il valore di un’attività è uguale al PIL generato, senza tenere conto del benessere complessivo di chi lavora; la ricerca da parte delle organizzazioni produttive di una massimizzazione del profitto, e non piuttosto di una equa ripartizione dei profitti stessi. Chi si avvicina al mondo del lavoro, invece, deve prima di tutto sapere che «la gavetta sarà lunga e dura»; ma deve anche impegnarsi per «risalire la scala dei talenti», cioè curare una formazione eccellente; occorre poi saper offrire al mercato dei «prodotti con vantaggi non delocalizzabili», cioè risorse uniche che sfruttano il genius loci proprio di una determinata area locale: un’eccellenza tecnologica, una risorsa artistica, una caratteristica del paesaggio. Gli esempi sono Alex Zanardi, che «ha saputo trasformare i vincoli in opportunità: in fondo la vita è una corsa ad handicap progressivi, se non altro perché il tempo avanza per tutti»; oppure Anna Frank, che guarda al mondo con speranza anche nei momenti più bui; o ancora Jiro Ono, il novantenne guru del sushi, che ha dedicato tutta la vita al suo talento.

SGiovani Associazioni Giovanili Cattolichee il professor Becchetti ha tracciato il punto d’incontro tra desiderio e mercato, il professor Faioli, docente di Diritto del lavoro sempre a Tor Vergata, cala il discorso nel contesto attuale dell’Unione Europea. «Spesso ci concentriamo sulla crisi pensando in termini quantitativi, ma in realtà il problema del lavoro oggi è soprattutto qualitativo. La risposta a tale situazione è un investimento in termini di formazione permanente, dal momento che la formazione sarà l’articolo 18 del futuro; e una scommessa su quei lavori che mettono in moto l’imprenditorialità dei giovani, che puntano sulla creatività e che generano socialità. L’Unione Europea ha compreso questi orientamenti del mercato, e ha risposto con un piano massivo ricco di opportunità per le giovani generazioni». La job-creation, oggi, passa nelle intenzioni dell’UE da un processo definito nella sigla “smart and start-up”: i programmi dell’Unione sostengono quei progetti basati sul talento, nati anche al di fuori dei contesti canonici del mercato del lavoro e generati persino in assenza di competenze certificate. Sono attività che seguono di solito i processi di «uberizzazione» del lavoro, ovvero risposte individualizzate ai bisogni del mercato: i progetti europei si propongono di stabilizzarle e renderle sistematiche. I programmi europei di riferimento per i giovani innovatori sono ad esempio Horizon 2020, COSME, LIFE, mentre in Italia è stato avviato il programma “Smart Start”: il prof. Faioli ne offre un prezioso riassunto in queste slides. Perché possa funzionare, una visione oggettivamente ambiziosa dovrà sostanziarsi in ecosistemi ben costituiti nei vari contesti nazionali: dunque occorreranno organizzazioni imprenditoriali dinamiche; università ricettive che stimolino maggiormente la creatività; e percorsi di apprendistato efficaci a partire dalle scuole superiori.

Insomma, la strada è tracciata e scommette sulla creatività dei giovani. Se, come cantava Ligabue, «sono sempre i sogni a dare forma al mondo», è ora di mettersi in La politica bloccata dai temi del post-umanesimocammino. Il percorso di Pensare Politicamente riprende invece tra un mese: il 28 marzo, per il terzo appuntamento, interverranno padre Francesco Occhetta – stavolta nei panni di relatore – e padre Paolo Benanti. Tema: “La politica bloccata dai temi del post-umanesimo”. Come sempre sarà possibile seguire l’incontro in streaming e sui social network tramite l’hashtag #FormPol.