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“Europa città del futuro”. La sintesi dell’incontro

di Elisa d’Adamo, Sermig

Roma, 12 maggio. Ultimo appuntamento di Connessioni-Percorsi di formazione politica, edizione 2018. Anche in questa giornata, tanti giovani tesi all’ascolto attivo e all’esercizio di condotte concrete. In apertura il momento di spiritualità guidato da padre Occhetta, che ha trattato l’esame di coscienza: un modo di pregare fondamentale per i Gesuiti, già praticato nelle scuole filosofiche dell’antica Grecia. Uno strumento per stimolare “il governo di sé e il governo di Dio in me”. Un valido esercizio di preghiera per tutti, per ringraziare Dio delle cose buone e per guardarsi dentro, ripensando alla propria giornata: “Cosa ho fatto? Che cosa ho mancato di fare? Come ho vissuto?”

Il tema della giornata, “Europa città del futuro”, è stato analizzato e sviluppato grazie al prezioso intervento di David Sassoli, giornalista e Vicepresidente del Parlamento Europeo con delega alla Politica del Mediterraneo, Bilancio, Immobili. Di seguito, Alessandra Luna Navarro, ingegnere e dottoranda all’Università di Cambridge, ha illustrato potenzialità, tecniche innovative e criticità delle città del futuro.

L’onorevole Sassoli ha ricordato che l’idea di Europa prese vita circa 70 anni fa come esperimento politico, economico e religioso, grazie a personalità come De Gasperi e Spaak, i quali compresero che, al centro della contemporaneità, serviva non solo il proprio Paese, ma anche qualcosa di più grande ed importante: l’Europa. Per meglio comprendere questo percorso, sempre in evoluzione e non ancora terminato, si può ricorrere a tre concetti chiave.

Geografia: l’Europa, dopo i due conflitti mondiali, può considerarsi un promontorio del grande continente asiatico, come sosteneva il filosofo francese Paul Valéry.  Demografia: all’inizio del Novecento Europa e Stati Uniti rappresentavano il 21% della popolazione mondiale, in netto contrasto con l’Africa, che contava solo l’8%; nel 2050, dicono le statistiche, l’Europa del Nord scenderà all’8% mentre l’Africa arriverà al 18%. Europa come grande chance per tutti: è importante domandarsi come ci guardano gli altri.

“Spesso, a causa dei problemi della nostra politica interna, non si prendono in considerazione le istanze di alcuni Paesi, Mediterranei e non, che necessitano di un’Europa forte e in pace. In molti oggi ci guardano come opportunità, come futuro, abbiamo quindi una grande responsabilità e serve un attento esame di coscienza”, ha sottolineato l’Onorevole.

Tra le sfide di carattere sociale, c’è quella di sviluppare utili programmi di scambio internazionale, come l’Erasmus, non solo per gli Italiani e gli Europei, ma anche per tutti i giovani del mondo. Creando il soggetto Europa, ha asserito il Vicepresidente Sassoli, bisogna anche tener presente che “Ciascun Paese è diverso dall’altro, geloso e consapevole della propria identità per lingua, arte, paesaggio, storia. In questi 70 anni abbiamo cercato di far somigliare l’Unione Europea ad una democrazia classica composta da 28 Paesi.”

Da qualche anno i meccanismi della globalizzazione hanno mutato l’assetto geopolitico: l’Europa non è più al centro della cartina geografica, ma se vuole rimanere un punto di riferimento nel panorama mondiale, deve ribadire i suoi valori ed inserire, nelle regole internazionali, dinamiche positive e responsabili, per indirizzare se stessa e gli altri Paesi. In questo percorso, anche i cittadini devono essere invitati a far sentire la propria voce. Come ha evidenziato l’Onorevole:

“Oggi il peso dei governi e delle questioni economiche è ancora troppo grande rispetto alle esigenze e alle istanze dei singoli cives. Se una democrazia non decide sui tuoi problemi reali, perché dovresti credere in quella democrazia?”

Tra le criticità esposte, vi è quella che riguarda la scelta dell’Europa di allargarsi verso Est (processo avvenuto tra il 2004 e il 2007), tralasciando molti Paesi del Mediterraneo. Pur ribadendo tale positiva apertura, che ha permesso di sottrarre molti Stati all’influenza russa, Sassoli ha sottolineato come sia mancato uno sguardo responsabile sul Mediterraneo, culla della nostra civiltà, oggi al centro del mondo a causa di tensioni, scontri e crisi di identità. In questo contesto, innalzare nuove frontiere e nuovi muri si rivela una scelta inutile perché la storia di oggi è un fiume che non si può fermare, dove tutto riesce a passare oltre le barriere.

L’Unione Europea crede negli accordi e nelle aree di libero scambio, con regole condivise, vigilanza ed accessibilità alle informazioni. “A noi piace un mondo dove uomini di Paesi diversi possano scambiarsi merci, informazioni, cultura e dove la forza sia sempre controllata; l’Europa è la migliore assicurazione sulla nostra vita”, ha concluso l’Onorevole Sassoli.

pablo (77)

L’intervento del Vicepresidente del Parlamento Europeo è stato accompagnato ed integrato da quello di Alessandra Luna Navarro, ingegnere, dottoranda all’Università di Cambridge e “frutto maturo” del percorso della scuola politica Connessioni. Tra gli argomenti affrontati: le sfide delle città, le nuove tecnologie e le città del futuro. La ricercatrice è un esempio concreto delle grandi possibilità che può dare l’Unione Europea: crescita, confronto e scambio nell’ottica dell’impegno e dell’integrazione. Il suo gruppo di ricerca, che si occupa di edifici e facciate intelligenti, è internazionale e conta quattro studenti italiani su dieci.

Per quanto riguarda l’espansione urbana, ha riferito l’ingegnere, oggi sono Asia e Africa a detenere il primato di crescita e sviluppo; l’Europa invece “non è più al centro” e ciò comporta la necessità di guardare oltre e di ragionare senza porsi confini. L’espansione delle città può determinare criticità legate alla gestione e al consumo delle risorse, come acqua e carburante. Tuttavia può essere una sfida positiva, come dimostra la costruzione dell’Olympic Park e delle relative strutture commerciali e residenziali realizzate nel quartiere londinese di Stratford, che, nel 2012, ha riqualificato la parte Est di Londra. Le città oggi consumano quasi il 60% dell’energia globale e producono quasi l’80% delle emissioni di CO2. Negli ultimi cinquant’ anni le risorse globali non sono state utilizzate in maniera equa e le cifre considerate stanno diventando insostenibili.

Lo sviluppo tecnologico e l’intelligenza artificiale possono portare delle risposte in molti settori: il machine learning e la diffusa digitalizzazione hanno delle grandi potenzialità e aprono nuovi orizzonti grazie all’analisi dei big data e alla connessione delle intelligenze, tramite processi di automatizzazione e controlli remoti.

La sfida del presente è una corretta e avanzata gestione delle risorse energetiche e materiali, utilizzando le nuove tecnologie, nei limiti della sostenibilità. La ricercatrice ha terminato il suo intervento con un’affermazione che si traduce in un auspicio:

“L’Europa ha molto da dire su queste tematiche; la sfida è molto grande ma noi siamo portatori di un grande ruolo perché l’Europa può regalare un’idea di uomo, di città e di comunità, che dobbiamo porre alla base di questa fase di sviluppo tecnologico”.

Nella seconda parte della mattinata, i lavori di gruppo sono stati affidati a Jacopo Giammatteo, Dottorando in Scienze Forensi e Medicina Legale, della Diocesi di Velletri e a Rosalba Famà, laureanda in Giurisprudenza, con un’esperienza di Erasmus nel 2018. “Con un passaporto ne ho ventotto”, questa frase di un suo collega europeo è stata una delle più esplicative delle potenzialità dell’avventura europea.

Due i casi concreti trattati: il primo considerava il principio di libera circolazione delle persone all’interno dei Paesi appartenenti all’UE; principio che, nel caso di specie, si scontrava con la scelta operata da uno Stato di chiudere le frontiere per arginare il flusso di migranti e con le relative ripercussioni all’interno del Paese confinante.

Il secondo laboratorio si è occupato della verifica del rispetto o meno del principio di sussidiarietà, a seguito di una Direttiva proposta dal Parlamento Europeo a tutela dell’ambiente, in materia di trasporti (competenza concorrente tra Stati membri ed Unione Europea).

 

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“Europa città del futuro”: il 12 maggio a #Formpol David Sassoli e Alessandra Luna Navarro

Sabato 12 maggio, dalle 9.00 alle 13.00 a Roma in via di Porta Pinciana 1, l’ultimo appuntamento dell’edizione 2018 di “Connessioni”, prima della visita istituzionale che ogni anno chiude il programma. Tema della giornata, “Europa città del futuro”.

Ci aiuteranno due importanti ospiti. David Sassoli, Vicepresidente del Parlamento Europeo – che ci parlerà del rapporto tra UE e le città – e Alessandra Luna Navarro, ingegnere e dottoranda all’Università di Cambridge, che per anni ha partecipato al nostro cammino. Alessandra ci parlerà delle “città del futuro”, tema del suo dottorato in una delle più prestigiose università del mondo.

I lavori di gruppo, coordinati da Jacopo Giammatteo, della Diocesi di Velletri-Segni, ci aiuteranno a “declinare” i lavori della prima parte e ci permetteranno di conoscerci e confrontarci tra noi.

Come sempre, saranno parte importante della giornata: puntualità svizzera, pranzo autogestito, da condividere (ciascuno contribuisce con cibo o bevande), voglia di giocarsi e di costruire una comunità pensante, investire in tanta formazione per vincere il vuoto del protagonismo di cui siamo spettatori. È questo lo stile del nostro cammino.

La partecipazione è gratuita, la richiesta d’iscrizione obbligatoria a: connessioni.formpol@gmail.com