La centralità delle famiglie: investire per ripartire

di Gianluca Porta

L’undicesima edizione della scuola Connessioni-pensare politicamente è iniziata sabato 30 novembre 2019. La sfida di quest’anno, come è ben espresso dal titolo (Fare politica: un servizio al popolo. Volti, competenze, metodo), è quella di tornare a mettere al centro della formazione dei giovani che si  interessano alla cosa pubblica il servizio e lo studio, attraverso volti che testimonino in modo luminoso che, quando queste due componenti sono unite, si riescono a generare frutti per tutti. 

«Forse siamo chiamati a fare questo: a provare, attraverso la sinergia tra parola e azione, a essere coloro che, nella storia, sono portatori di inatteso.» Con questa frase, che si richiama a una citazione di Hannah Arendt su parola e azione, è iniziato l’intervento di Elena Bonetti, ministro della famiglia e delle pari opportunità nell’attuale governo. La parola, ovvero una politica che crea leggi, norme, che diventa occasione di riflessione e che racconta di una tensione sempre inesausta verso il bene comune; e l’azione, ovvero entrare nel mondo umano, nella carne della realtà e dei suoi problemi.

È una visione generativa che può «salvare la storia», che può riconsegnare alla politica una dimensione temporale e non solo spaziale. È con questa consapevolezza che il ministro racconta della legge di bilancio: occorre decidere che processo mettere in atto e con quali risorse, perché «è chiaro che si fa coi numeri, ma dietro ai numeri si racconta chi siamo». Da questa consapevolezza è nato il Family Act: «Dentro questa locuzione ci sono due parole importanti l’act, che è il tema dell’azione. La progettualità vuole essere quell’azione di cui noi dobbiamo essere portatori e che ci permetterà di “salvare la storia”. Ma anche family, perché parliamo della centralità delle famiglie, ovvero delle comunità di vita delle persone.». Il Family Act vuole rendere le famiglie più protagoniste, più eque e più ricche. E nel momento in cui questo “più” diventa umano, cioè fatto di relazioni, accade il miracolo: dalla somma si passa alla moltiplicazione.

Ci sono tre parole che attraversano questo progetto: concretezza, universalità e libertà.

L’etimologia della prima rimanda al cum-crescere, al crescere con, «e cosa altro è una famiglia se non il luogo in cui si cresce con, si diviene persone con? La concretezza è la capacità di mettere insieme, di connettere le diversità, le specificità e le individualità di ciascuno in una dimensione di relazione che diventa moltiplicativa. La concretezza sa mettere assieme le persone diverse, sa ricongiungere in uno ciò che all’apparenza era diviso. È il concreto vivente di cui a parlato Romano Guardini». È una visione antropologica che vive della relazione. I cittadini, che appartengono a una società che riconosce la famiglia come primo elemento sociale, diventano persone in una dimensione relazionale, e questa dimensione è in grado di creare vita positiva. E proprio per questo non bisogna contrapporre i diritti di uno a quelli dell’altro: il congedo parentale ai padri va in questa direzione, perché così riconoscendolo si riconosce una corresponsabilità educativa di entrambi i genitori. In una famiglia si incontrano diversità, e la sfida è armonizzare, per esempio, vita e lavoro, per creare dei concreti, delle persone integrali.

Dalla necessità di concretezza che consiste nel mettere insieme le esigenze di tutti e di ciascuno, si deve passare a poter permettere a tutte queste vite di assumere una dimensione di universalità, che non vuol dire che tutto è uguale. Ma, come ha spiegato il ministro, «è solo dal riconoscimento della diversità di ciascuno di noi, della ricchezza e del valore inestimabile che ognuno ha che possiamo ambire a costruire l’universalità.». La centralità della persona passa anche dal riconoscere che ognuno di noi è un valore per tutti, ogni vita e ogni bambino, senza relativizzarlo e ridurlo al contesto in cui nasce. È questa la ratio dell’assegno universale: affermare che tutti i nati o adottati nel 2020 sono un bene per la collettività, affermare che le politiche per le famiglie non sono scelte di assistenzialismo, ma una condivisione dei diritti (e delle responsabilità) verso il bene pubblico.

L’ultima parola, la libertà — che viene dalla Costituzione — è quella che si colloca in una dimensione di rapporto con l’altro, e quindi diventa responsabilità. Nell’Articolo 4 si dice che ciascuno di noi ha il dovere di concorrere al bene materiale e spirituale della società, cioè che esiste una libertà che in natura si può compiere se attiva delle responsabilità. Ma questo può accadere solo con l’educazione, che rende la società in grado di aprire percorsi nuovi, inediti e inaspettati. È la membrana tra l’oggi e il domani, e noi tutti — come Paese — ce ne dobbiamo fare carico. Le famiglie hanno un ruolo educativo nel liberare le potenzialità delle persone e se una famiglia sostiene delle spese per l’istruzione dei suoi figli, tutti dobbiamo farcene carico, per esempio detassandole.

Questa è una sfida bella e grande, che ci chiede di essere insieme per poterla vivere.

La politica, conclude il ministro, deve connetterci, deve permettere la condivisione, perché «si possono ottenere dei buoni risultati — e i matematici lo sanno bene — quando si lavora su insiemi aperti e connessi, insieme in cui due individualità possano essere connesse l’una all’altra. La politica deve costruire questi archi».Spetta a noi, studenti, professionisti, genitori e figli, raccogliere la sfida che la realtà ci pone, certi che, solo facendo così, si potrà “salvare la storia”, affermando la nostra umanità e le nostre differenze, che non ci rendono lontani ma complementari. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close