Comunicazione e sviluppo per l’Europa che cambia

di Tommaso Galeotto

Le domande su come costruire il futuro dell’Europa e dell’Italia e in che direzione guardare di fronte ai cambiamenti a livello politico, tecnologico e sociale si fanno sempre più stringenti. Gridano la necessità di una risposta. L’incontro di Connessioni del 23 febbraio 2019 dal titolo “Comunicazione e sviluppo” ha provato a fornire una bussola che possa orientare i passi all’interno di un futuro comunitario europeo.

È ormai sotto gli occhi tutti la necessità di ripensare i nostri sistemi produttivi e l’impatto che hanno sull’ambiente e sul piano economico-sociale, per non parlare dello stravolgimento che i social network hanno portato nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Tuttavia, è un processo complicato cercare di dare delle risposte nel bel mezzo di un cambio d’epoca. Bisogna essere in grado di tenere a cuore il passato, ciò che abbiamo imparato dalla storia, ricercando però visioni innovative che sappiano costruire e dare forma al futuro, senza stigmatizzarlo. Da dove, dunque, partire? Il prof. Leonardo Becchetti ha identificato il ruolo della “cittadinanza attiva” come punto di partenza per questo cambiamento. Il consumatore, il cittadino che abita la società, può essere davvero il punto di svolta attraverso la sua libertà di scelta e la sua presa di coscienza come persona attiva e costruttrice della società, delle sue comunità e della sua identità. Attraverso le sue azioni come consumatore, il cittadino può premiare imprese e prodotti sostenibili.

Un gruppo di cittadini francesi – ha raccontato Becchetti – ha presentato ad un’azienda produttrice di latte una serie di preferenze, secondo indici di sostenibilità economica e produttiva, riguardo a come avrebbe dovuto essere il loro prodotto ideale. Ad oggi, questa marca di latte risulta essere tra le più vendute in Francia, segno di come l’impegno diretto dei cittadini e il dialogo tra le varie parti sociali possa davvero essere protagonista e rappresentare una svolta in termini di generatività e sostenibilità. Come più volte ribadito dall’economista, 1+1=3, il che vuol dire che cooperare è sempre meglio che dividersi ed isolarsi. E che il ruolo del cittadino è di forte impatto nel mondo del mercato: anche se spesso lo dimentichiamo, la partita non si gioca solo tra istituzioni e mercato, il consumatore ha un ruolo chiave, grazie alla sua capacità di libera scelta. È chiaro che tali questioni si pongono all’interno di un quadro di comunicazione e di informazione, che oggi più mai chiede a tutti noi di essere responsabili e fedeli alla realtà dei fatti.

Lo ha affermato Giovanni Parapini: o restiamo fermi osservatori oppure cerchiamo di cambiare. Per farlo dobbiamo lottare, informare, formare, educare. È una grande sfida. E per rimanere fedeli ad essa è necessario essere cittadini protagonisti, anche nella diffusione delle notizie e di ciò che ci circonda. Essere cittadini attivi significa controllare le fonti, condividere ciò in cui si crede e investire in cultura e intelligenza. Senz’altro sul piano informativo le istituzioni hanno una grande responsabilità a cui devono rendere onore, ma non possiamo sottovalutare il fatto che nel nostro tempo chiunque è un possibile informatore e divulgatore di notizie, attraverso i social network e altri mezzi di comunicazione. Qui la nostra responsabilità è chiamata ad un compito arduo, che è quello di affermare ciò che è vero piuttosto che ciò che fa comodo.

L’architetto Bartone ha ricordato che anche sul piano politico l’informazione deve mirare direttamente alla vita delle persone, guardando alla realtà quotidiana e promuovendo la verità, senza demonizzare l’avversario, ma giocando la sfida su un piano di lealtà. Non si può sacrificare la verità per affermare sé stessi e la propria ideologia. Basta guardare ai recenti dibattiti su Brexit e TAV. Al di là dell’essere a favore o contrari, il più grande rischio si pone nel ridurre il dibattito a fazioni ideologiche che, nel timore di perdere protagonismo, sono pronte a sacrificare la realtà dei fatti in cambio di una fugace vittoria. L’amaro confronto con la realtà dei fatti, prima o dopo, presenta il conto. Vediamo, dunque, come in tutti questi processi, economico-produttivi e comunicativi non ci sia miglior protagonista se non il cittadino attivo che agisce coscientemente per promuovere il bene comune.

Non possiamo dimenticare che siamo noi a comporre la società e qualunque forma di comunità ci troviamo a vivere, nulla più di noi può determinare, attraverso le scelte e il pensiero, l’andamento della società stessa. Per fare ciò è dunque necessario che ognuno possa implicarsi direttamente nelle cose, informandosi, formandosi, educandosi e impegnandosi per far sì che questo patrimonio sia alla portata di tutti. Questa è la bussola con cui dobbiamo orientarci nel cammino di costruzione di un’Europa che cambia.

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