Terra e periferie: dove rinasce la politica

di Elisa D’Adamo, Sermig

Le periferie sono oggi un luogo dotato di grande potenziale, declinabile in tre elementi positivi: “una massiccia presenza di giovani e bambini rispetto ad altre zone della città; la possibilità di creare posti belli e nuovi con maggiore velocità e semplicità rispetto al centro storico; senso di riscatto e voglia di fare delle persone, anche grazie ad idee coraggiose e fantasiose.”

Sergio Sala sj

L’incontro di sabato 7 aprile si è aperto con il consueto momento di spiritualità guidato da padre Occhetta, dedicato alla Risurrezione di Gesù, dal Vangelo di Giovanni.
Molti gli spunti di riflessione forniti per cercare di comprendere un “evento meta-storico” così importante. Uno su tutti ha catturato la mia attenzione: “dopo la morte non vediamo subito la risurrezione: passano infatti tre giorni, perché ci vuole del tempo per comprendere prima di rinascere. Dunque, non si tratta di un’esperienza immediata: servono tempo (liturgico e personale), silenzio e amore per aprire il cuore”.

Questo concetto di tempo richiama quello necessario in agricoltura. Anche nel lavoro della terra i contadini sperimentano l’attesa: un periodo fecondo, che non fa rumore. L’agricoltore, dopo aver preparato e seminato i campi, è chiamato ad attendere prima di vedere il frutto delle sue fatiche. Così accade anche nelle nostre vite, soprattutto quando operiamo nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità o quando affrontiamo situazioni difficili.

Rimaniamo in tema di agricoltura con l’intervento di Roberto Moncalvo, Presidente Nazionale di Coldiretti. Torinese, classe 1980, Moncalvo ha ricordato il costante riferimento alla dottrina sociale della Chiesa e gli iniziali coinvolgimenti della politica nell’Associazione. Ha poi tracciato un breve excursus storico per ricordare la fondamentale riforma agraria degli anni ’50, che ha cambiato il panorama agricolo a livello territoriale ed organizzativo, e la modifica della definizione di agricoltore, operata con il Decreto Legislativo n.228 del 2001. Secondo la nuova normativa, fortemente voluta da Coldiretti: “è imprenditore agricolo non solo chi esercita la coltivazione del fondo, la selvicoltura e l’allevamento di animali, ma anche chi compie attività dirette alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico, alla trasformazione, alla commercializzazione e alla valorizzazione dei prodotti della terra. Sono considerate imprese agricole anche tutte le attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante attrezzature e risorse dell’azienda agricola”.

Questo settore si apre a nuove visioni e coinvolge molti giovani e piccole realtà, concretizzandosi in posti di lavoro. Restano ancora da risolvere le questioni internazionali legate alla globalizzazione. Per Moncalvo, “quando l’unico elemento di confronto sui prodotti che arrivano da ogni parte del mondo è il prezzo, questo genera grandissimi problemi in molti distretti. Allontanarsi dalla persona e allontanarsi dal rispetto dell’ambiente per rincorrere il mero profitto è una strada sbagliata”.

“Davanti a situazioni gravi da affrontare, i contenuti devono vincere. Bisogna tornare a prendere prendere posizioni coraggiose, e chi ha come riferimento la dottrina sociale della Chiesa deve essere più avanti degli altri”.

Roberto Moncalvo

Grazie alla testimonianza del gesuita Sergio Sala, la periferia, oggi grande centro di interesse, ha assunto, ai miei occhi, una veste meno stereotipata. Nate come modalità per gestire l’emergenza abitativa, le periferie sono oggi un luogo dotato di grande potenziale, declinato in tre elementi positivi: “una massiccia presenza di giovani e bambini rispetto ad altre zone della città; la possibilità di creare posti belli e nuovi con maggiore velocità e semplicità rispetto al centro storico; senso di riscatto e voglia di fare delle persone, anche grazie ad idee coraggiose e fantasiose”. P. Sala ci ha raccontato la sua esperienza a Scampia, famoso quartiere periferico di Napoli, dove vive da circa nove anni. Scampia, ci ha detto, non è solo “Le Vele”, i palazzoni residenziali costruiti tra gli anni ’60 e ’70. “È anche un posto pieno di verde pubblico e di buone pratiche”.

Vedere, giudicare, agire: sono questi i tre i verbi utilizzati per capire e muoversi in un contesto complesso. L’agire si sviluppa su tre livelli: agire direttamente con la gente; agire con le varie associazioni; agire con la politica e le istituzioni. Un agire comune per interessi integrati. Forte è la dicotomia tra i risvolti umani e quelli economici e, purtroppo, sono molti gli interessi degli speculatori. Secondo p. Sala, spetta alla politica superare questo dualismo. Oggi le periferie non accettano più un ruolo secondario e stanno progressivamente conquistando il centro. Sono parte integrante del dibattito politico e dell’opinione pubblica, nonché fonte di interesse per tante persone, credenti e non, che vogliono cambiare le cose. Fondamentale in questo panorama l’operato delle istituzioni come Asl, servizi sociali, municipalità, polizia, che devono fare rete con il singolo e con le associazioni intra ed extraecclesiali.
Spesso la periferia non è solo una questione geografica ma anche una condizione sociale ed istituzionale, che può portare ad una marginalità esistenziale. Tuttavia, proprio le periferie esistenziali, grazie all’impegno sinergico e alla volontà di riscatto, possono diventare – ha concluso il gesuita – una risorsa collettiva per affrancare persone e territori da un destino che talvolta pare ineluttabile.

I laboratori di democrazia deliberativa guidati da Giulia Milani, psicologa e consigliere comunale del Comune di Cassola, e da Massimiliano Censi, ingegnere chimico ed appassionato di politica, ci hanno dato la possibilità di confrontarci attivamente con due casi concreti. Il primo prevedeva, ponendosi nei panni del Sindaco, la possibilità di introdurre o meno un’imposta di soggiorno nel proprio Comune, argomentando i pro e i contra della scelta all’interno della Conferenza dei Sindaci. Il secondo caso riguardava la partecipazione del Comune all’assegnazione di un bando statale di 1 milione di euro per la mobilità sostenibile, per promuovere azioni volte a favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro con mezzi di trasporto alternativi ed ecologici.
Una grande occasione per mettersi alla prova, una palestra di democrazia dove esercitare la presa di coscienza di sé e l’ascolto dell’altro.

“Tre verbi per l’azione politica. Promuovere: politiche, processi attivi e virtuosi, buone pratiche. Coinvolgere: talenti e persone generose che ci credono. Investire, incentivando progetti e concretizzando scelte.”

Giulia Milani

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