La giustizia capovolta verso l’incontro del 4 marzo

Il parlamento europeo in più di una occasione si è chiesto quale fine deve avere la giustizia nell’Ordinamento comunitario. Cosa si può e si deve fare perché la norma costituzionale trovi attuazione e porti realmente alla rieducazione del reo non limitandosi alla mera applicazione della pena?
Al tal proposito Padre Francesco Occhetta, nel suo libro “La giustizia Capovolta”, ritiene che al centro dell’ordinamento vada posto il dolore delle vittime e che il reo debba ricoscientizzare il male compiuto per prendere coscienza dei propri errori e poter riparare a ciò che ha fatto. Questo è il concetto di giustizia ripartiva, che si fonda innanzitutto su una volontà sociale e culturale che ne permetta l’attuazione. Sul punto di grande interesse è quanto afferma Occhetta sul suo blog:”≪Capovolgere≫ la giustizia, senza che sia solo lo Stato a stabilirla, è possibile. A una condizione, però. Il primo passo di ogni riforma è sempre interiore. È un appello che nasce nella coscienza morale personale e comunitaria di un popolo. È l’esperienza del ≪sentire con≫ chi ha fatto e provocato il male”.

Consigliamo la lettura del libro “La giustizia Capovolta” (edizioni Paoline) in preparazione dell’evento del 4 marzo.

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