Quale missione per il servizio pubblico?

Molto più di un semplice intervento sulla riforma della RAI. Nel secondo appuntamento di “CON-nessioni”, percorso di formazione socio-politica, i giovani delle associazioni cattoliche si sono confrontati con Antonello Giacomelli, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle

12705695_1537157389914848_7239887795178979573_n Comunicazioni. Dopo l’introduzione di padre Francesco Occhetta, dedicata al discernimento, l’intervento dell’ospite che non si è certo limitato a illustrare la “sua” riforma della tv di Stato. L’onorevole Giacomelli è infatti tra le menti all’origine della legge che ha ridisegnato funzioni e struttura della RAI. Ma con i giovani ha scelto di volare alto, concentrandosi non tanto sulle ingegnerie del sistema quanto sul vero e proprio senso profondo di quello che è oggi il servizio pubblico.

 Per anni, ha premesso Giacomelli, il servizio pubblico è stato considerato come la somma algebrica di vari interessi particolari. Una contesa dunque tra le varie parti politiche che si concretizzava in pratiche come i “pacchetti di nomine”, assegnando incarichi secondo logiche di lottizzazione e a scapito della qualità.

La riforma invece tende a cambiare la RAI secondo quattro principi:

  1. Ridefinire le responsabilità di ciascuno, riordinando le competenze di organi quali la Commissione di Vigilanza, il CdA, l’Amministratore Delegato.
  2. Rivedere le tre reti, che hanno ereditato la linea editoriale dalla suddivisione partitica DC – PSI – PCI.
  3. Internazionalizzare i prodotti, ora pensati al 90% per il mercato nazionale. Aprirsi però non vuol dire subire i modelli culturali di altri Paesi (Usa in testa), ma innovare con originalità rafforzando la voce culturale dell’Italia in tutto il mondo.
  4. Ripensare le produzioni anche in funzione di Internet, favorendo l’interazione con i social networks e la fruizione dei contenuti su vari device.

Così, se queste linee di riforma verranno attuate, il servizio pubblico tornerà a svolgere la sua missione così riassunta da Giacomelli: «Offrire ai cittadini gli strumenti per leggere e comprendere la realtà in cui sono immersi».12742030_1537174616579792_4990355435521712065_n

Dopo la riflessione del Sottosegretario, i ragazzi hanno potuto confrontarsi con una protagonista proprio della tv: Francesca Fialdini, volto di “Uno Mattina” su Rai1. La conduttrice ha offerto una panoramica del giornalismo italiano, focalizzandosi in particolare sul concetto di pluralismo dell’informazione e sulla capacità del giornalismo di svegliare le coscienze e testimoniare la verità. Esemplare, secondo Fialdini, è stato il tragico caso di Giulio Regeni: una vicenda terribile, in cui i media hanno esercitato un ruolo importante nel tenere viva l’attenzione del pubblico e delle istituzioni. Con lei, i ragazzi della scuola hanno potuto svolgere un’esercitazione: preparare e provare a descrivere una notizia, come davanti alla telecamera di un tg, con i preziosi consigli regalati da uno dei volti oggi più noti sul piccolo schermo.

Nel mese prossimo, il percorso della scuola arriva al giro di boa: il 9 aprile i giovani saranno in CON-nessione con Gianni Rotta, giornalista de “La Stampa” e opinionista di livello internazionale. Prosegue dunque il cammino di studio e formazione, perché oggi più che mai “la comunicazione è politica”.

Di seguito trovate il link allo streaming dell’incontro:

https://livestream.com/laciviltacattolica

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