La Città “luogo delle opportunità”: cosa ci ha detto il Ministro Delrio

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“La città è il luogo delle opportunità, cioè il luogo in cui elaborare e modificare lo spazio delle opportunità”: con queste parole del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, è iniziata lo scorso sabato 27 gennaio l’edizione 2018 di CONnessioni – Percorsi di formazione politica, che si tiene a Roma nella sede de La Civiltà Cattolica. Durante questo primo incontro abbiamo approfondito il tema “Città in relazione, nuove strade di comunità”.

Come ricorda p. Francesco Occhetta, che ci accompagna nel percorso, CONnessioni è innanzitutto un luogo, simile ad un aeroporto, in cui giovani impegnati e desiderosi di mettersi in gioco approdano con l’obiettivo di ricostruirsi per ricostruire le politiche.
A partire dal passo del Vangelo di Luca E a me chi è vicino? (Lc 10,29-37), p. Occhetta ci ha guidati sul tema della prossimità all’Altro e della sfida a non considerare chi ci è vicino come qualcuno da noi separato, ma come una persona che ha un bisogno cui siamo chiamati a rispondere. Tre azioni, ha detto, sono un antidoto alla solitudine: tornare a guardarci in volto e a chiamarci per nome; costruire comunità; tornare a vivere le città con al centro le persone e i loro diritti.

Nella sua lectio, il Ministro Delrio ha illustrato due modelli culturali di città: la città come luogo chiuso, di appartenenza esclusiva, oppure luogo capace di creare vicinanza, prossimità e protezione; un luogo in cui costruire opportunità.

Oggi – ci ha detto – l’identità delle città è nota quanto quella delle nazioni. Anche in Italia abbiamo assistito ad una trasformazione in questo ambito con l’introduzione delle città metropolitane: a Milano, ad esempio, è stata concepita una serie di servizi di area vasta, per i quali si è pensato di sostenere ingenti investimenti. Secondo il Ministro, ciò è avvenuto per una ragione non soltanto pratica, ma metafisica: come diceva Giorgio La Pira, “la città è un organismo vivo”, che si è costruito con la sua storia e con l’arte, nella consapevolezza di inserirsi all’interno del flusso di ciò che la circonda.

Tre le questioni essenziali che il Ministro ha posto alla nostra attenzione.

Il tema del populismo, del quale ha ripercorso le origini: già Guicciardini e Gramsci ritenevano che l’unico antidoto al populismo fosse il forte investimento sulle autonomie locali e sui grandi valori universali dell’Umanesimo e del Rinascimento. La paura porta al populismo ma il timore del diverso non è di per sé “peccato”: lo diventa se arriva a determinare le nostre scelte.

Il tema della misura: nella città la misura è sempre più umana che nel mondo. La città è prossimità: lì la relazione umana, lì la politica. Zygmunt Bauman diceva che la città è la “discarica del mondo”, ma è anche il luogo in cui poter vincere le sfide della paura e della prossimità. La città è il luogo della ritessitura delle relazioni. Il sistema capitalistico non è più in grado di dare beni comuni in cui potersi sentire protetti né di rispondere alle paure. Dove ci sono beni comuni e si investe su di essi non ci sono i populismi, perché non c’è rabbia sociale. La politica è costruzione di legami e opportunità (es. costruire una biblioteca può cambiare la vita a un giovane studente) e non consiste solo nella redistribuzione delle ricchezze.

Infine, i temi delle disuguaglianze, della salute e della paura del futuro. Se è presente e funzionante un sistema di sostegno e supporto alle varie esigenze delle fasi della vita, allora il cittadino sarà in grado di sopravvivere e realizzarsi. In tutto ciò, è importante prestare attenzione al creare principi di uguaglianza: “non c’è bisogno di avere uguaglianza nell’obbedienza, quanto piuttosto nella cittadinanza”, ha sottolineato il Ministro.
Populismo, misura, salute, disuguaglianze, paura del futuro: su tutti questi fronti, la città offre soluzioni ai problemi globali.

La città è il luogo in cui superiamo gli egoismi. Nessuno può essere felice e salvo da solo, per questo è necessario uscire dalle case e difendere insieme la propria comunità; è quel lavorare per la felicità pubblica, oggi necessario, a cui si riferiva il carteggio Adams-Jefferson agli albori della Costituzione degli Stati Uniti d’America, come scrive Hannah Arendt in “On revolution”. Di qui, i due principi cardine per la sua realizzazione: autonomia e responsabilità.

È proprio nelle piccole comunità locali che è possibile vivere il tema della prossimità. Riprendendo il pensiero di Sant’Agostino, ognuno di noi è il motore del cambiamento, e ciò in una relazione straordinariamente evolutiva. Insieme, i frutti si moltiplicano. Dal momento che la politica consiste nel fare le cose insieme, adottare un approccio relazionale e cooperativo e non competitivo è necessario. È inoltre dimostrato che le società competitive sono più fragili. È la società che fa la giustizia, non la legge; a tal proposito, Adriano Olivetti aveva un approccio legato alla giustizia più che alla carità: quest’ultima, infatti, pone rimedio ai problemi ma non elimina le cause del male.

Per cambiare il mondo – ha continuato il Ministro – non c’è bisogno di potere, ma di molta cura di se stessi, valore che troviamo anche nelle vicende raccontate ne “I Promessi Sposi” (Renzo salva il Ferrer, Lucia l’Innominato, etc..); dalla cura di sé è possibile prendersi cura del mondo e degli altri, perché la cura che si allena su di sé permette di sviluppare uno sguardo sugli altri. La città è il luogo in cui guardare gli altri: se operiamo un cambiamento del nostro sguardo, cambia il potere e cambia la vita. È importante avere uno sguardo di inclusione tra le persone, – che meritano compassione e il beneficio del dubbio, prima che i giudizi su quel che di loro appare – ed evitare la segregazione sociale.

Sul tema periferie e centro, il Ministro ha ricordato i valori che dovrebbero essere alla base della politica: la cura e la manutenzione dei luoghi e dei trasporti, l’educazione alla sicurezza stradale, riconoscendo in questo una responsabilità della politica. Ha sottolineato, inoltre, la necessità di prestare attenzione alle piccole cose, quelle che non fanno rumore, e di non dimenticare la quotidianità delle persone.

L’unico modo per dare valore ai luoghi pubblici, alle periferie, ai quartieri “arrabbiati” – ha detto – è dare loro una grande cura, qualità e bellezza; è necessario, quindi, porre attenzione alla pianificazione urbanistica. Mentre nella dinamica centro-periferia la politica ha un grande ruolo, ne ha uno minore nella dialettica nord-sud. Abbiamo bisogno – ha rimarcato – di più “società” nel Mezzogiorno e di aiutare maggiormente gli imprenditori ad essere protagonisti; i cittadini devono essere più esigenti nei confronti della politica per il riconoscimento dei diritti. Citando Papa Francesco, il Ministro ha ricordato che è importante sviluppare la capacità di dialogo e di incontro, non per negoziare, ma per cercare il bene comune, discutere e arrabbiarsi insieme e pensare alle soluzioni migliori per tutti: l’incontro, infatti, si trova nel conflitto ed averne paura è sbagliato. L’invito è ad essere esigenti con se stessi e con gli altri quando c’è di mezzo il terzo elemento, ovvero il bene comune.

Alla domanda su come recuperare l’attenzione al locale nella politica nazionale, il Ministro ha risposto: “Chi non si è occupato dei problemi del territorio non può occuparsi di politica: prima bisogna fare palestra nelle amministrazioni locali. Quindi, avanti i sindaci!” È importante – ha proseguito – chiedersi cosa ciascuno di noi stia facendo per tutto questo. La gente va responsabilizzata, bisogna aver fiducia nelle persone, al tempo stesso è necessario migliorare sulla divisione delle competenze e sul prendersi le proprie responsabilità. È fondamentale avere il senso dei propri limiti, il senso del seminare e dell’eventualità di raccogliere dopo anni.

Ricordando l’idea agostiniana che per poter amare occorre conoscere, Delrio ha concluso la sua lectio esortando a non affidarsi al solo “buon cuore”, ad essere disciplinati e a studiare, ad avere pazienza nell’analizzare e ad avere idee originali per affrontare la complessità.

I laboratori in gruppo, affidati a Paolo Bonini, dottorando in Diritto pubblico, e Paolo Rametta, dottorando in Diritto costituzionale, hanno discusso due casi concreti di partecipazione all’amministrazione dei beni comuni, interrogando il rapporto istituzioni-volontariato e confrontandosi sui rispettivi doveri e competenze. Le conclusioni, in sessione plenaria, hanno evidenziato la necessità di incrementare una cultura e uno studio della partecipazione “dal basso” del cittadino – la sussidiarietà orizzontale -, che dovrebbe vedere la Costituzione attuata in modo diretto e che permetterebbe al cittadino di incidere direttamente sulla vita della città.

Anna Del Bene
Vicepresidente Nazionale F.U.C.I.

 

 

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Dal 27 gennaio a Roma CONnessioni: “Città in relazione”. Come iscriversi

Anche quest’anno, a partire dal 27 gennaio, nella prestigiosa sede delle rivista dei padri gesuiti La Civiltà Cattolica a Roma, è ripreso il cammino di formazione alla vita sociale e politica intitolato CONnessioni. Percorsi di formazione politica”. Abbiamo ricominciato con lo stesso spirito con il quale siamo partiti nove anni fa: siamo una comunità di giovani che, grazie all’impulso originario e al supporto delle dirigenze nazionali di ispirazione cattolica, ogni anno si incontrano per confrontarsi e formarsi sui grandi temi dell’agenda politica. Ci accompagna p. Francesco Occhetta, gesuita e scrittore della Civiltà Cattolica.

Il tema scelto per il 2018 è la città: insieme cercheremo di capire quali opportunità umane ed etiche si pongono al suo interno e quali nuove forme della politica vi nascono. Il 27 gennaio ha dialogato con noi sul tema “Nuove strade di comunità” Graziano Delrio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, già sindaco di Reggio Emilia e Presidente dell’Anci.

Seguiranno le date: 
24 febbraio
7 aprile
12 maggio
9 giugno
 (visita e lezione in un Palazzo istituzionale di Roma)

La proposta di “Connessioni”

Ogni incontro si compone di cinque momenti, ciascuno dei quali è fondamentale nel percorso di conoscenza reciproca e di coinvolgimento attivo che la nostra proposta offre. L’esperienza, infatti, vuole privilegiare persone motivate e desiderose di coinvolgersi e mettersi in gioco. Per questo, ai partecipanti ammessi richiediamo l’impegno della massima puntualità e della partecipazione a tutti gli incontri in calendario e a tutti i cinque momenti proposti:

1) L’introduzione spirituale, in cui impariamo a conoscere gli strumenti della spiritualità (regole del discernimento, la meditazione, la contemplazione, la lettura dei desideri, fare un’esegesi, leggere un testo biblico, etc.). Questa parte, per quanto breve, è il fondamento di ogni agire politico libero e responsabile.

2) Lezione del relatore e ascolto di una esperienza che sta costruendo democrazia.

3) Lavoro in gruppi su casi concreti inerenti il tema dell’anno. È una sorta di “palestra” di democrazia deliberativa, in cui  saranno approfonditi anche gli aspetti legati alla comunicazione.

4) La condivisione in plenaria e la consegna del materiale per l’incontro successivo.

5) Il pranzo in comune, cui ciascuno contribuisce con disponibilità, con viveri e bevande, per crescere nella condivisione e nell’amicizia tra noi.

Gli incontri sono trasmessi in streaming e resta disponibili online: questo ci permette di utilizzare i contenuti (studi, video, tecniche di gruppo, casi concreti) anche all’interno dei nostri ambiti di impegno specifici e personali.

Iscrizioni

La partecipazione, su ammissione, è gratuita. L’ammissione è condizionata all’impegno di seguire in modo costante e serio tutto il percorso proposto. La richiesta di iscrizione avviene via e-mail all’indirizzo connessioni.formpol@gmail.com con una presentazione personale (completa di data di nascita) che illustri le motivazioni alla partecipazione, formazione, attività e interessi. È possibile, se lo si vuole, anche inviare il proprio CV. A chi è responsabile di associazioni e realtà ecclesiali chiediamo di segnalarci, sempre via e-mail, le persone della loro organizzazione che faranno domanda di iscrizione.

Attestato

Al termine del percorso, a quanti avranno partecipato per intero a tutti gli appuntamenti in calendario (esclusa la visita istituzionale del 9 giugno) sarà rilasciato un attestato di frequenza. È ammessa una sola assenza giustificata.

Orario e sede

Come già nelle precedenti edizioni, gli incontri inizieranno puntualmente di sabato dalle 9:00 e termineranno con il pranzo presso la sede della Civiltà Cattolica, a Roma, in Via di Porta Pinciana, 1. Si raccomanda vivamente, pertanto, di trovarsi in sala plenaria alcuni minuti prima dell’orario effettivo di inizio dei lavori.

Informazioni

Per ogni necessità, richiesta di informazioni e dettagli organizzativi sull’organizzazione dei pasti è possibile contattare i recapiti: 3478815883 (Michele Tridente) e 3405703476 (Marco Fornasiero).

Tutte le nostre attività sono consultabili nella nostra pagina Facebook:

https://www.facebook.com/Connessioni-Percorsi-di-Formazione-Politica-1511627792467808/?fref=ts

nel nostro Blog:

https://pensarepoliticamente.net/

e sul nostro account Twitter:

https://twitter.com/connessioniFP

In attesa di vederci il 27 gennaio prossimo, a tutti un augurio per questo nuovo anno insieme!

Michele Tridente

Marco Fornasiero

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“CONnessioni. Percorsi di formazione politica”. Si inizia col Ministro Delrio

Cara giovane amica e caro giovane amico,

anche quest’anno riprende “CONnessioni. Percorsi di formazione politica”. Il tema sarà quello della CITTÀ.
Ripartiamo da dove eravamo rimasti. Lo scorso anno abbiamo approfondito il tema dell’Europa sotto quattro punti di vista: i nuovi populismi, la giustizia, l’immigrazione e il lavoro. Tra i nostri invitati abbiamo avuto il piacere di entrare in dialogo con Franco Roberti, allora Procuratore antimafia e antiterrorismo, e Marco Minniti, Ministro dell’Interno.

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La nostra esperienza però non si riduce ad approfondire un tema con un relatore molto noto, ma ha l’ambizione di costruire una comunità politica per sostenerti, aiutarti e offrirti una rete di relazioni sane e generose. Siamo tanti e diversi e questa è sempre stata la nostra forza. Anche quest’anno il metodo rimane quello che abbiamo sperimentato gli scorsi anni. Anzitutto ritornare alla dimensione spirituale che anima scelte e visioni politiche. Dopo aver imparato a conoscere le regole del discernimento quest’anno leggeremo alcune pagine scelte del Vangelo. Sullo sfondo ci ispiriamo dagli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa.

Tratteremo poi un argomento con un relatore che sarà in relazione alla Città per capire quali sono le nuove forme della politica e quale sfide umane e ed etiche ci pongono.
Lavoreremo in laboratori di piccoli gruppi, su casi concreti e con relatori giovani che stanno approfondendo i temi trattati nelle loro professioni o nei loro studi di ricerca; questo momento serve per coinvolgere tutte le tue capacità e competenza. Ci incontreremo in plenaria per fare sintesi, scambiarci bibliografia e preparare l’incontro successivo. Infine autogestiremo insieme un pranzo per poterci conoscere meglio e salutarci. Alla fine dell’anno visiteremo insieme una istituzione della Repubblica come abbiamo fatto gli scorsi anni quando ci siamo recati al Quirinale, al Senato, a Palazzo Chigi…


Come sai, provenite da molte parti d’Italia. Appartenete alle principali associazioni e movimenti ecclesiali oppure semplicemente siete giovani vocati alla politica.
Con tanta gioia potrai avere un luogo a Civiltà Cattolica in cui potrai incontrare altri giovani come te, riflettere per poi impegnarvi nella vita sociale e politica attraverso le responsabilità che avrete e le scelte che farete. Sono passati più di 800 giovani… ma non abbiamo l’ambizione di superare i 1000 🙂

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C’è un però. Per noi vale il motto non non multa sed multum. Per partecipare occorre iscriversi per capire se sei motivato. Per te ci sono altri giovani che per organizzare si impegnano e spendono generosamente il loro tempo, devi onorare con serietà e impegno l’offerta che ti facciamo.
Ecco la mail in cui ti chiedo di iscriverti, ti risponderanno personalmente per dirti se sarai accetto: connessioni.formpol@gmail.com

Ecco le date:
27 gennaio
24 febbraio
7 aprile
12 maggio
9 giugno (visita e lezione in un Palazzo istituzionale)

L’orario:

dalle 9,00 alle 13.00, pranzo a seguire.

Il luogo:
presso la sede della rivista La Civiltà Cattolica, via di Porta Pinciana 1, 00187 Roma.
Tutto questo è possibile perché continuate a crederci, soprattutto i tanti presidenti giovani delle organizzazioni e associazioni cattoliche e poi chi mi aiuta in concreto con compiti specifici nella gestione dei social, nel coordinamento dei gruppi, ecc. come Michele, Rosy, Ciro, Luigi, Roberta, Marco, Paolo, Fabrizio e tanti altri amici.

Il 27 gennaio dialogherà con noi Graziano Delrio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, padre di 9 figli, già sindaco di Reggio Emilia e Presidente dell’Anci.

Qui trovi in forma artigianale quello che abbiamo fatto l’ultimo anno:
https://pensarepoliticamente.net
Questo è un breve servizio:

Qui trovi un richiamo al metodo:
http://www.francescoocchetta.it/wordpress/?p=60894
e qualche esperienza:
http://www.francescoocchetta.it/wordpress/?p=60281

Francesco OCCHETTA S.I.

Lavoro: il futuro oggi. di Michela di Trani

Intermediazione, comunità e comunicazione. Tre parole su cui riflettere per rilanciare la politica. Sono state consegnate nei giorni scorsi da Padre Francesco Occhetta ai giovani frequentanti del percorso di formazione politica CONnessioniORIZZONTE EUROPA-che si è tenuto a Roma presso la sede de La Civiltà Cattolica. Si è svolto l’ultimo di una serie di incontri, dibattiti e laboratori di politica che nella giornata del trentasettesimo anniversario dello Statuto dei lavoratori (20 maggio) ha dedicato uno spazio di riflessione al tema del lavoro.  “È il nostro contributo in vista della Settimana sociale dei cattolici italiani dedicata al lavoro (Cagliari, 26-29 ottobre)- ha dichiarato lo scrittore de La Civiltà Cattolica-prima di lasciarci per le pausa estiva”.

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“Possiamo rilanciare nella politica gli enti intermedi come portatori di istanze di una comunità? È la traccia di riflessione che il gesuita ha consegnato ai corsisti per le vacanze.

Il male della politica è nella crisi di rappresentanza. Il problema è come e chi rappresenta i cittadini. Non è nel discorso di Renzi o di Grillo o di un qualsivoglia leader politico, è ben più capillare. Si chiama populismo. Sta distruggendo l’Intermediazione, in quanto i cittadini parlano solo con il leader politico. Ma questa dimensione di popolo è una trappola, i cittadini sono influenzati, manipolati da leader forte del momento.  Occhetta ha spiegato che l’antidoto a questa ondata di populismo è la “Comunità”. È la seconda parola chiave.  È fatta di persone che non sono in competizione ma in relazione tra loro. La competizione distrugge gli individui. Contribuiscono invece  alla crescita mettendo a valore le loro potenzialità. La comunità cresce con parole inclusive. Ma laComunicazione, terza parola chiave, è la testimonianza. L’essere vale di più di ciò che si dice. Bisogna chiedersi pertanto chi si vuole essere, prima di muoversi in uno spazio politico. Comunicare se stessigenera populismo, che ha alla base il non rispetto delle idee degli altri. “Bastano piccole comunità di pensiero per produrre grandi flussi di pensiero. Lo dice la storia – ha concluso Occhetta- prima di passare la parola a Ciro Cafiero, avvocato giuslavorista, che ha parlato del lavoro del futuro partendo dalla genesi del lavoro.  Un percorso indietro nel tempo ha fatto l’avvocato Cafiero per spiegare che la quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta “industria 4.0”, ha riportato la condizione del lavoratore ai primi dell’800,  ai tempi della pastorizia  o della bottega, in cui il luogo di lavoro coincideva l’abitazione, senza  vincoli di tempo e spazio. Lo smartworking o crowdworking sono forme di lavoro tramite le quali si entra in fabbrica da casa con uno smartphone in qualsiasi momento e parte del mondo. L’avvento dell’industria 4.0 ha reso il lavoro più precario smantellando i diritti dei lavoratori che hanno conquistato attraverso la prima rivoluzione, che si indentifica con l’introduzione della macchina a vapore e la seconda rivoluzione industriale, che si è conclusa nel 1970 con la promulgazione dello Statuto dei lavoratori. La macchina ha iniziato a sostituirsi all’uomo con la terza rivoluzione industriale, sino a giungere alla quarta rivoluzione. Nasce nel 2013 ufficialmente l’industria 4.0, sino allora non siparlava di intelligenza artificiale, tramite la quale uno stabilimento industriale è in grado di lavorare da solo, senza l’intervento dell’uomo. Una sfida continua dunque tra l’uomo e la macchina si è susseguita negli anni. Ma come può vincere l’uomo sulla macchina “La macchina sarà sempre più veloce dell’essere umano, – ha concluso l’avvocato Cafiero. Solo l’umano potrà competere e vincere sulla macchina. Intuizione, creatività, empatia e umanità sono i quattro elementi di cui l’uomo ha bisogno per vincere,che sono il riflesso di quelle attività che richiamano i vecchi mestieri. La rivoluzione tecnologica farà sparire i lavori ripetitivi non solo manuali ma anche intellettuali. Saranno richiesti lavori di servizio alla persona, all’ambiente e alla terra”.

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“E un momento sia di crisi, sia di cambiamento, ha aggiunto Alessandro Mazzullo, avvocato esperto del Terzo Settore, bisogna sviluppare capacità di adattamento al cambiamento, interpretare e intercettare le soluzioni che emergono”.

È in crisi la stessa idea di sviluppo economico, ha spiegato l’avv. Mazzullo.

Una certa teoria di mercato ripiegata sulla massimizzazione del profitto non è più valida, perché l’impresa non è avulsa dal sistema economico in cui opera.  Secondo l’economista Michael Porter è una strategia aziendale destinata a soccombere. In questo momento di crisi l’Italia ha bisogno di aprire nuove strade verso attività economiche rivolte a principi diversi dal puro profitto, senza  rinunciare a produrre valore economico.  L’impresa sociale, che ha come obiettivo la massimizzazione dell’impatto sociale con un vincolo di sostenibilità economica, è una di esse. L’obiettivo non è la massimizzazione di profitto, ma la creazione di valore che ha un effetto moltiplicativo. “Un impresa sociale – ha spiegato Mazzullo-che si occupa del reinserimento sociale ed economico del  detenuto, il quale costa Euro 200,00 al giorno allo Stato, riducendo la recidiva produce anche effetti positivi sul debito pubblico e sul Pil. Altra imminente sfida  è quella demografica. Il Paese è uno dei più vecchi al mondo. Si renderanno necessari servizi alla persona che prima erogava lo Stato e ora per problemi di debito pubblico non può più assicurare”.

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“La nostra sfida più grande- ha concluso PadreOcchetta- è prendere atto che il contesto sta cambiando. Non dobbiamo avere paura, ma incarnarci nei cambiamenti”.

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L’economia sociale di mercato, di Alessando Mazzullo

Manca davvero poco al prossimo incontro. Con l’Avv. Alessandro Mazzullo affronteremo il tema del terzo settore e dell’economia sociale di mercato. In preparazione al tema alleghiamo delle slide curate dall’Avv. Mazzullo.

Brevi note per il confronto

vi aspettiamo numerosi!

ore 9:15 presso la sede de La Civiltà Cattolica, via di Porta Pinciana n.1, Roma.

 

Orizzonte Europa. Lavoro: il futuro oggi.

 

Carissimi manca pochissimo al quarto ed ultimo incontro di Connessioni sull’Europa, sabato 20 maggio.

Approfondiremo l’evoluzione e le dinamiche del lavoro oggi, dalla formazione che viene richiesta alle nuove prospettive di sviluppo.

Grazie all’intervento dell’Avv. Ciro Cafiero, giuslavorista, avremmo modo di confrontarci su:

1) introduzione sul lavoro del ventunesimo secolo: genesi e battaglie sindacali;

2) effetto disintermediante della rivoluzione tecnologica e alterazione dei connotati della prestazione di lavoro;

3) smart – working e crowd work;

4) nuovi lavori e nuove competenze.

In allegato trovate anche un articolo dell’Avv. Cafiero che pone in luce in maniera chiara e dettagliata l’evoluzione del lavoro e come questo inciderà sulla vista dell’uomo.

Orizzonte Europa. Lavoro: il futuro oggi

Sabato 20 maggio ci ritroviamo a Civiltà Cattolica alle ore 9,15 per approfondire il rapporto tra Europa e lavoro.
L’incontro sarà tenuto da Ciro Cafiero, avvocato giuslavorista e da Alessandro Mazzullo, avvocato esperto del Terzo Settore. Insieme a loro approfondiremo cosa è cambiato nel mondo del lavoro, come formarsi, ma soprattutto come cercare e trovare lavoro.
Su questo tema sarà importante il contributo di tutti e mai come oggi è importante fare rete tra mondi vitali diversi e fecondi. Insomma, vale l’antico detto: l’unione fa la forza!
P. Occhetta terrà una breve introduzione sui (neo)populismi che sono nati in Europa. Poi lezione, lavori in gruppi e plenaria. Lo schema vincente non lo cambiamo.

Avvisi pratici:
– Iniziamo puntuali alle 9,15.
– Gestiremo fraternamente il pranzo, per cui se volete portare qualcosa da condividere sarà ben gradito.
– Dovremo organizzarci per la visita al Senato del 10 giugno e vi daremo tutti i dettagli, ci sta aiutando Marco Fornasiero.
Anche per questo incontro è importante iscriversi a connessioni.formpol@gmail.com

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